QUANTA CONFUSIONE

Prima di scrivere questo post, volevo chiarire ancora di più. Nonostante molte persone sorde, uno dei 1000 come me sordi, hanno espresso dei pareri, delle opinioni tramite i video in lingua dei segni italiana, ovvero in LIS, su uno dei tanti gruppi facebook.

Di recente è uscito quest’articolo che un’associazione, che io da persona Sorda in parte lo trovo d’accordo e nell’altra non li condivido il pensiero di una parte della comunità sorda. Ma non tutto, purtroppo!

Quanta confusione!

All’inizio si parlava in chiaro e tondo di “riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS)” e poi con il passare del tempo si è passati ad una legge quadro? Ecco la famosa domanda di molti: “Ma non bastava la Legge 104/1992?”

In effetti no!

Mi spiego: la Legge 104/1992 ha tutti gli articoli e commi dedicati ad ogni parte dei tipi e categorie dei disabili, nel nostro caso facciamo riferimento all’articolo 9 comma 1, ma non della LIS (in realtà è riferita con articolo 13 comma 1 paragrafo d). Infatti il DDL 302, 1151, 4027 et altri è stato scritto per equiparare a tutti altri Stati dell’Unione Europea, ovvero ogni Stato UE ha una Legge o un articolo sulla Costituzione che riconosce le lingue dei segni di ogni Stato membro. Ma soprattutto dalla Convenzione ONU per i diritti dei disabili del 1992.

Forse siamo ancora partiti con il piede sbagliato o ci sono altre ragioni politiche in Italia (o forse si scrive Repubblica Italiana)?

Io, come persona sorda, sono ancora confuso: in questo Stato cosa mi sta dando e cosa posso avere con la LIS?

Ovvio: la piena accessibilità a tutte le informazioni che io stesso ho difficoltà.

Ma quali difficoltà stiamo parlando?

Ne parleremo al prossimo articolo!

Buona riflessione e buona navigazione!

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IL DILEMMA – parte 1

Ghettizzare o non ghettizzare: il dilemma delle famiglie dei “non sordi”.
C’è una mamma che mi fa le solite domande: “E’ meglio con protesi acustiche o con impianto cocleare (il famoso IC)?”
Io non sapevo che risposte dare. Anzi le risposte tecniche non mancano mai, ma il bambino cosa o come potrà capire.
No, no, non voglio dire “sentire”, ma il “capire”!
Già, una delle mamme mi scrisse una frase in un fogliettino circa 20 anni fa che era la domanda: “ghettizzare o non ghettizzare?”
Ancora oggi conservo quel fogliettino sbiadito, purtroppo con il tempo è diventato quasi illeggibile, eppure è una bellissima domanda e mi incuriosisce ancora di più ad esplorare in quei pensieri filosofici.
Magari in un posto si potrebbe avere la risposta a quella domanda scritta da una mamma più di 20 anni fa.
Quella domanda era per dire: il suo bambino lo portava nella scuola normale o nella scuola per sordi. Cioè per imparare con la sola lingua, l’italiano o con il bilinguismo: l’italiano e la LIS.
Ne parleremo nel prossimo articolo, la storia antica degli istituti per sordi. Di mastri ed educatori che ne sapevano su come educare dei bambini nati con la sordità.
Un bel dilemma!
Voi che risposte l’avrete dette?

DeafBook: il sentiero del disagio

Ho acquistato un altro libro, dopo aver scritto questo post, mi ha ancora spinto la curiosità di altre “letterature sorde”.
Eccovi qua il titolo, scritto da un sordo pugliese, “IL MIO CAMMINO VERSO LA COMUNITA’ SORDA“.
Un libro dal sapore tra autobiografia e pensieri filosofici, luoghi di episodi ed episodi della sua vita, delle emozioni, delle disavventure, ma soprattutto di disagi del protagonista del libro e sulla comunità sorda in generale.
Ve lo consiglio da leggere anche questo libro!

ESSERE VLOGGER

Cosa significa essere un vlogger?? In questo VIDEO spiega il significato del VLOG (o del video blog). Che guarda caso il sito blog VLOG SORDI, oggi ha fatto più di 10 anni!! Un uso molto frequente tra sordi, udenti e CODA, cioè figli udenti di genitori sordi, che comunicano in lingua dei segni. Sono tanti sordi che fanno dei vlog. Una cosa positiva per noi sordi ad essere informati con la lingua dei segni italiana, ovvero la LIS!!

Deaf Games: l’antica social network

Nemmeno i videogiochi stanno alla larga da me. Il primo era una “scatola” vecchia. Forse era la più antica della Nintendo. Uno dei classici delle videogames. Uno dei più belli. Erano fantastici quei colori sullo schermo e (che capperi!) erano fantastici quei grafici di una volta. Erano mitici dei design degli anni ’80 (cioè epoca degli anni 1980). L’ultima volta che ho giocato era in una sala giochi del mio paese in Corso Sicilia. Ormai chiuso, saranno anni ed anni che è chiusa. Eppure era il posto come se fosse il “social network”, in carne ed ossa, con all’interno un bar e delle tavole anche per giocare a carte. In quella sala si parlava di tutto: ragazze, fumetti, personaggi delle serie televisive, maestre e professori di scuole, dei compiti, dei piloti di gare della F1 e delle MotoGP o di preparare delle feste.
Erano tempi d’oro!!
Peccato che le sale giochi sono scomparse da un bel pò di tempo. Spesso io segnavo e chiacchieravo con miei vecchi amici in LIS (lingua dei segni italiana) ed imparavo pure dai “non sordi” il dialetto nisseno o la lingua siciliana.
Una vera scuola di vita social!

VLOGGERS SI NASCE

Cos’è il vlog?
Ovvero il video blog?
Anzi, come comunicano i sordi grazie alla tecnologia?
Ovviamente con le videochiamate o pubblicano dei video sui blog, che da li nasce uno dei famosi vlog della comunità sorda, anche se il titolo del nome è banale: VLOG SORDI.
E’ uno dei maggiori strumenti di comunicazione tra sordi e “non sordi”, basta che sappiate “parlare” la LIS, lingua dei segni italiana.
E’ molto usata dalla comunità sorda, circa il 95% la usa come modo di comunicare alle masse, cioè ad un gruppo di persone sorde o “non sorde” a seconda di un argomento.
Le video chiamate sono un’altra cosa.
Qui si tratta di vlog e dei vloggers.
Ci sono anche delle persone sorde che amano di più la scrittura, uno strumento unico per comunicare al mondo dei “non sordi”, ma senza voce e nemmeno dei suoni, solo silenzio e dei disegni dell’alfabeto, delle forme più antiche dell’umanità.
Ecco perchè a noi sordi ci piacciono il vlog, cioè il video blog!
Fatevene una ragione, cari “non sordi”!
PS: Ma come tecnicamente come funziona? Ve lo racconterò nel prossimo articolo. Buona navigazione, cari cyberlettori!

DEAF COMIC: La storia del primo fumetto per sordi

Il primo fumetto per sordi, non si sa molte notizie storiche. Secondo alcuni, sarebbe una striscia americana “Deaf Guy“; altri sostengono che sia “Hawkeye“, ossia  Occhio di Falco. Di fumetti per sordi ne vediamo in questo sito web. In quest’articolo parla dei personaggi immaginari che sono create per il target delle persone sorde.

Quando ho scritto questo post, mi sono spinto dalla curiosità storica sui fumetti con dei personaggi nati dalle matite di noti autori, che erano personaggi simbolici sia per cultura sorda sia per la la sordità. Alcuni di essi personaggi immaginari erano di madrelingua delle lingue dei segni, altri solo per l’oralismo, un metodo molto usato dai sordi che o rifiutano l’uso delle lingue dei segni o non li conoscono questa lingua.

Sarebbe bello se in Italia ci fosse un fumetto italiano anche un protagonista sordo, un personaggio immaginario collettivo per i piccoli lettori, piccoli sordi che sognano!!

Sarebbe un sogno, no??